sabato, 14 marzo 2009
author: dreca 08:39
category: riflessioni, teatro
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Da oggi pomeriggio alle 17 fino a domattina alle 5 sarò a teatro a vedere Non Essere progetto Hamlet's Portraits regia di Latella. Credo che sarà un'esperienza...allucinante, quasi mistica. Sono veramente curiosa.


domenica, 24 febbraio 2008
author: dreca 11:44
category: libri, letteratura, teatro, lettura
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Immagine di Comuni mortali Ho risciato di farmi prendere per pazza mentre leggevo Il professor Manganelli e l'ingegner Gadda di Scarpa. Un'opera teatrale tutta giocata sulle parole, impossibile non ridere. Così mentre mia madre guardava l tv io leggevo con gli occhi e ridevo, ogni tanto mia madre mi guardava strano. Non contenta ieri ho letto dei passaggi ad alta voce e mi volevano sequestrare il libro...
Mi piacerebbe vedere a teatro questa rappresentazione...
domenica, 16 dicembre 2007
author: dreca 23:05
category: riflessioni, libri, vita, teatro
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Ieri sono stata a teatro a vedere Moby Dick con la regia di Antonio Latella, sempre lui. L'unica nota stonata è stata la presenza dell'esibizionista Albertazzi, ovviamente acclamato dal pubblico per il nome, non di certo per la qualità dell'intepretazione...
Quella che invece doveva essere la nota stonata, ovvero la mancanza in scena dell'attore che avrebbe dovuto rappresentare Ismaele (il narratore della storia), a causa di un non precisato incidente, e la relativa sostituzione con un attore che "avrebbe letto". Non appena abbiamo sentito che il secondo non sapeva la parte a memoria abbiamo un po' storto il naso, dopo le prime battute mi sono ricreduta. Il copione gli serviva per dargli sicurezza.
Nel complesso lo spettacolo è stato bello, anche se canonico.
La complessità del libro di Melville, tra avventura tra i mari e filosofia, è stata resa magistralmente nello spazio della scenografia. Tra impalcature che rappresentavano la nave è stata creata una stanza/studio rialzata, piena di libri, in cui era Achab (Albertazzi).
La firma di Latella non poteva mancare e così l'equipaggio della nave (ad esclusione di Albertazzi) ha mostrato doti canore,  musicali (in scena c'era un piccolo pianoforte a cosa e violini), da acrobata (le impalcature servivano anche a fare peripezie che mostrassero il vortice emotivo dei personaggi), senza dimenticare l'uso della lingua dei segni...
lunedì, 22 ottobre 2007
author: dreca 11:19
category: riflessioni, vita, teatro
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Sabato, quindi, sono stata a vedere uno (e sottolineo 1) studio su Medea di Latella. Precisamente ho visto il terzo: Medea Dea.
Per una volta il prezzo del biglietto mi è parso spropositato, 15 euro per 40 minuti di spettacolo, 15 euro per un bozzetto, non possono essere giustificati.
Tutto si riduce ad un problema di soldi, no. In genere spendo molto per prodotti culturali (libri, cinema, fumetti, teatro) e devo dire che non mi sono mai pentita, nè ne ho mai sentito il peso, ma...
se vado ad acquistare i 3 studi su Medea e mi trovo a vederne solo uno la cosa non può risultarmi gradita.
se vado a chiedere chiarimenti e mi si risponde che non ho letto la locandina (in cui c'era scritto 3 atti, come se io dovessi ipotizzare che al cinema per vedere un film in 2 tempi devo pagare 2 biglietti), non posso che pensare che la "bottegaia" è in malafede.
se per il botteghino del teatro Argentina uno spettacolo vale l'altro, mi domando perchè hanno aperto un teatro; certo, anche al panificio ti chiedono che pane vuoi (ma si sa che in Italia c'è una cultura del cibo), non so bene dove potesse lavorare a contatto con il pubblico con tanta poca disponibilità e attenzione.
insomma se queste sono le istituzioni della cultura alta, mi domando che fine farà la cultura...

Per una descrizione dell'intera vicenda leggete qui
sabato, 20 ottobre 2007
author: dreca 11:48
category: riflessioni, libri, vita, letteratura, teatro, lettura
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Ieri ho letto il Medea di Euripide, oggi vado a teatro a vedere Tre sudi su Medea di Latella...
giovedì, 27 settembre 2007
author: dreca 01:52
category: riflessioni, teatro, rimediazione
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Torno a teatro per la nuova stagione... primo spettacolo nel mio personalissimo cartellone: Pericle diretto da Antonio Latella. Ormai sapete che amo questo regista, anche se lo spettacolo a cui ho assistito lo scorso anno non mi aveva entusiasmato troppo (colpa della Marinoni di legno)... oggi sono estasiata.
Mettere in scena Shakespeare non è mai facile, farlo in modo innovativo e rispettando l'autore è un'impresa che solo in pochi possono solo pensare di intraprendere...uno è lui. 11 attori per tre ore sul palcoscenico, musiche danze e pantomima, 4 lingue diverse (italiano, spagnolo, francese e portoghese)... un mixer travolgente. Applausi a metà spettacolo e gente che si alza e se ne va...essì Latella pretende il suo pubblico quindi o lo si ama o non si riesce ad arrivare alla fine. Nudi maschili e femminili, nudi che fanno ridere, che fanno arrabbiare, che fanno tenerezza.
Grande protagonista di questo spettacolo Il Mare, il nostro, il Mediterraneo con le sue lingue multiple e i porti con le loro polifonie, che spinge a non sentire "estranee" le altre lingue, che fa perdere i confini della propria pur rimarcandoli.
La scenografia è quasi assente, dei lenzuoli bianchi si trasformano all'occorrenza: in vestiti, in libri, in vele delle navi. Un tavolo anche lui mutevole: è una nave, è un'alcova, è un catafalco, è un bordello. Il resto è gioco di luci, di musiche e di corpi.


lunedì, 21 maggio 2007
author: dreca 20:59
category: riflessioni, libri, vita, teatro, lettura, francese
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LA SIGNORA: Si sbrighi! Scusa, mia piccola Solange. Perdonami. Mi vergogno di protestare per il tiglio quando il signore è solo, senza cibo, senza tabacco, senza nulla. La gente mica ha un'idea chiara di cos'è un carcere. È priva d'immaginazione; io ne ho troppa. M'ha fatto soffrire la mia sensibilità. In modo atroce. Fortunate voi, tu e Chiara, che siete sole al mondo. Quanti dispiaceri vi risparmia il vostro umile stato!
Genet, Le serve
domenica, 20 maggio 2007
author: dreca 23:21
category: musica, riflessioni, arte, teatro
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Dopo un anno ritorno a Palestrina. Ancora una volta grazie al prof. Giulio Sforza ho avuto il piace di ascoltare Maranzana che parla di teatro, di questa opera d'arte totale che non esisterebbe, non solo non vivrebbe, senza la mediazione; che non esisterebbe senza gli scrittori, gli attori e il pubblico: tutti necessari. è stupendo sentirlo definire Eschilo e Dante dei fabbri, perchè le loro parole sono metallo modellato, la loro è una lingua che si sta facendo, sta nascendo... bello scoprire il suo esser stato bambino confuso dal fatto che i "rumori" che fanno gli animali si chiamano versi e anche i poeti fanno versi...
Altra nota positiva: Palestrina si trova in collina, l'aria era piacevolissima, fresca e non fredda, niente umidità. Insomma una bellissima giornata.

P.S. L'arpista non l'ho ascoltata, perchè rovinare una bella giornata? Sono stata fuori a conoscere il figlio di un'amica, nato da poco...
domenica, 13 maggio 2007
author: dreca 21:36
category: riflessioni, filosofia, teatro, francese
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Oggi sono tornata totalmente delusa dal teatro, sono stata a vedere Le serve tratto da un'opera di Genet per la regia di Giuseppe Marini. Ora è vero che amo in particolar modo Genet, che leggo dietro le sue opere uno spessore filosofico notevole (ma non sono l'unica considerando che filosofi come Sartre e Derrida gli hanno dedicato intere opere); è vero anche che è un personaggio dirompente e che quindi serve molto coraggio per metterlo in scena, ma c'è chi come Antonio Latella ci riesce perfettamente; ma è vero anche che questa è un'opera abbastanza facile, nessun lato scabroso, che tanto indigna certi benpensanti, un gioco tra realtà e finzione con ritorno alla realtà (cosa comune sin da Shakespeare), una dialettica hegeliana servo/padrone (in cui i servi sono le serve, la cosa è abbastanza intuitiva), forse l'elemento più complesso erano i giochi di sguardi, intesi in senso sartriano. Avrei anche potuto sorvolare sulla mancanza di questo elemento, invece, non ce n'era nessuno! La dialettica servo-padrone è stata risolta in parodia, gli elementi di profondità tagliati, le chiare note di regia di Genet totalmente snobbate, passi spostati fatti dire ad altri personaggi. Ne è uscito fuori un caotico spettacolo noiosissimo.
Ora dico, mi stanno bene le libere interpretazioni, ma sarebbe corretto aggiungere sotto al titolo un "liberamente tratto"...
domenica, 29 aprile 2007
author: dreca 23:07
category: riflessioni, vita, teatro, shakespeare
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a vedere Misura per misura di Shakespeare, regia e con Gabriele Lavia.

lavia in scena

Ancora una volta Lavia è riuscito a mettere su veramente uno spettacolo da vedere, comico e tragico contemporaneamente in scena...

Con la vita ragiona così: "se ti perdo, perdo una cosa che solo i stupidi e i pazzi vogliono conservare...", è il tema centrale di tutta l'opera e dimostra "per assurdo" che la vita è l'unica possibilità concessa all'uomo di essere ed essere uomo vuol dire essere la somma di tutte le "contraddizioni della vita"
Gabriele Lavia

domenica, 25 marzo 2007
author: dreca 22:13
category: riflessioni, letteratura, teatro
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Stupenda la rappresentazione di Vita di Galileo di Brecht per la regia di Calenda, che ho visto oggi. Scenografia sobria, ironico e serie ad un tempo (tratto caratteristico di Brecht), sapiente uso delle musiche, attori bravissimi...
quando scoprì Brecht la prima volta, quasi 10 anni fa, fu un amore immediato, ma poi gli anni ne aveva cancellato un po' il ricordo. Quindi oggi ho rifatto una bellissima scoperta...


ANDREA: "Ogni tempo ha bisogno dei suoi eroi"
GALILEO: "L'ideale sarebbe che non ci fosse bisogno di eroi..."
lunedì, 05 marzo 2007
author: dreca 11:20
category: riflessioni, vita, teatro
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ancora a teatro....
splendido spettacolo, ieri, quello di Tato Russo. Scenografia e trucchi scenici amalianti, perfettamente descritti qui.
per tutto lo spettacolo mi è tornato in mente "il fantasma dell'opera" con i suoi trucchi e marchingegni.
giovedì, 01 marzo 2007
author: dreca 21:56
category: riflessioni, libri, letteratura, teatro, lettura
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'è terribile ed insopportabile essere un artista' , diceva, 'essere incoraggiato a fare, essere applaudito per aver fatto meno del mio meglio'. Diceva:'Per tutto il mondo risuona un solo lungo grido che esce dal cuore dell'artista: consentitemi di fare il meglio che posso!'
Blixen, Il pranzo di Babette in Capricci del destino

Io non amo in modo particolare i racconti, quando entro in una storia amo abitarla per un po'. Ma sarà per la mancanza di tempo e un po' per la curiosità, in questo periodo li sto riscoprendo. Sapendo che ieri sarei andata a teatro a vedere uno spettacolo tratto da questo racconto, ho deciso di leggerlo.
è una perla, piccola, ma ha risuonato abbastanza forte da permettermi di sentirlo mio e di aderirvi. l'immagine che mi viene è quella del tuono e del lampo...
giovedì, 01 marzo 2007
author: dreca 00:16
category: riflessioni, letteratura, teatro, lettura
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Stasera al Teatro dell'Orologio ho assistito alla rappresentazione teatrale di questo racconto della Blixen. La stanchezza era tanta "per fortuna" l'omino seduto alle mie spalle ha provveduto a tenermi sveglia conficcandomi le sue ginocchia nella mia schiena.
La scenografia e gli espedienti teatrali sono stati veramente azzeccati. piogge vere sul palco, attori vestiti di nero per mimitizzarsi con lo sfondo (non potevano uscire di scena dalle porte, il teatro è piccolo), giochi di luci...e un personaggio in più che ha sdoppiato Babette.
domenica, 25 febbraio 2007
author: dreca 12:53
category: riflessioni, teatro
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Ieri a teatro ho visto la rappresentazione di "povero Piero"... il pubblico ha riso per la maggior parte del tempo, lo spettacolo è stato prevalentemente di teatro tradiziona, ma in alcuni momenti si è trasformato in metateatro. Ad un certo punto è entrata Mirandolina ed è stata cacciata dal palco per aver sbagliato spettacolo. L'uscita di scena degli attor, "cali il sipario", è stato fenomenale: gli attori si sono "mascherati" ed hanno danzato a tempo di applausi, che erano a tempo di musica. Sono uscita soddisfatta...
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