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Il motivo che mi ha spinto era molto semplice. Spero anzi che, agli occhi di qualcuno, possa apparire sufficiente di per sé. È la curiosità; la sola specie di curiosità, comunque, che meriti d’esser praticata con una certa ostinazione: non già quella che cerca di assimilare ciò che conviene conoscere, ma quella che consente di smarrire le proprie certezze. A che varrebbe tanto accanimento nel sapere se non dovesse assicurare che l’ acquisizione di conoscenze, e non, in un certo modo e quanto è possibile, la messa in crisi di colui che conosce? Vi sono momenti, nella vita, in cui la questione di sapere se si può pensare e vedere in modo diverso da quello in cui si pensa e si vede, è indispensabile per continuare a guardare o a riflettere. Mi si potrà forse obiettare che questi giochetti personali è meglio lasciarli dietro le quinte, e che, nel migliore dei casi, fanno parte di quei lavori di preparazione che si estinguono spontaneamente non appena han preso forma. Ma che cosa è dunque la filosofia, oggi – voglio dire l’attività filosofica – se non è lavoro critico del pensiero su se stesso? Se non consiste, invece di legittimare ciò che si sa già, nel cominciare a sapere come e fino a qual punto sarebbe possibile pensare in modo diverso?

L'uso dei piaceri

M. Foucault

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domenica, 29 aprile 2007
a teatro
a vedere Misura per misura di Shakespeare, regia e con Gabriele Lavia.

lavia in scena

Ancora una volta Lavia è riuscito a mettere su veramente uno spettacolo da vedere, comico e tragico contemporaneamente in scena...

Con la vita ragiona così: "se ti perdo, perdo una cosa che solo i stupidi e i pazzi vogliono conservare...", è il tema centrale di tutta l'opera e dimostra "per assurdo" che la vita è l'unica possibilità concessa all'uomo di essere ed essere uomo vuol dire essere la somma di tutte le "contraddizioni della vita"
Gabriele Lavia

Scritto da: dreca alle ore 23:07
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riflessioni, vita, teatro, shakespeare
giovedì, 27 aprile 2006

Come da richiesta ecco il post sulla Tempesta di Shakespeare. Decisamente non so che scrivere, ma visto che in alternativa oggi non avrai scritto niente sono lieta di poter accontentare una persona speciale. Allora, non ho letto il libro (evitate di riempirmi i commenti dicendomi leggilo!), volevo farlo prima, ma poi non ci sono riuscita (il tempo è decisamente fuori sesto), volevo farlo dopo lo spettacolo teatrale, ma niente (il mio tempo è decisamente fuori sesto!). Quindi vado a ruota libera (questo mi riesce decisamente bene). Lo spettacolo ibrido, tra teatro tradizionale e quello di marionette a me è piaciuto molto, anche se ne risultava un Prospero un po' schizofrenico.  ma io adoro le ibridazioni, la purezza non è umana e decisamente noiosa. Le musiche avvolgenti sono state veramente azzeccate, anche perchè dopo una giornata così leggera e piacevole la serietà sarebbe stata decisamente fuori luogo. (ma forse la serietà è sempre fuori luogo). grazie del regalo Cyberalice.

Scritto da: dreca alle ore 11:37
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teatro, shakespeare, riflessione
martedì, 04 aprile 2006

Qualche tempo fa ero in una camera, non la mia, ed ho cominciato a sbirciare delle riviste d'arte, l'ospite in questione mi odia quando lo faccio perchè sa che finirà con me che mi porto via qualcosa (che poi magari per anni rimane nella mia stanza), quella volta ne trovo una su Fussli, lui non capisce perchè la voglio, ma accetta lo scippo. Il giorno dopo ero già pronta a restituirgliela. Avevo letto questa frase:

Fussli preleva dal pianeta Shakespeare la gamma del meraviglioso, del soprannaturale, del fantastico, del terrificante. Ci sono apparizioni di spettri e streghe, la follia omicida, l'insonnia piena di rimorsi delle tragedie e il mondo degli elfi, fate e metamorfosi delle commedie. Negli esseri fantastici inventati per Sogno di una notte di mezza estate, si rivela una parentela con il mondo grottesco dell'incisore francese Callot e con quello fiammingo di Bosch, ma anche il suo personale studio dell'entomologia. Nello spazio oscuro e dilaniato, dalle molte dimensioni, nei mostri immaginari, nell'atmosfera senza tempo, nel colore antinaturalistico, un confine è stato superato: la pittura può, come la poesia, abbandonare la solida piattaforma della natura in favore dei lampi delle esperienze mentali.

sogno di una notte di mezza estate

Alla fine della rivista, nella bibliografia leggo che c'è stata una mostra su Fussle pittore di Shakespeare con relativo catalogo, lo voglio, ma non è più in commercio.
Ieri cercando tra i remainder, cosa vedo? Lui è lì, bellessimo, è il mio regalo per una giornata partita male

Scritto da: dreca alle ore 11:40
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arte, shakespeare, fussli

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