giovedì, 12 novembre 2009
author: dreca 11:21
category: riflessioni, libri, letteratura, lettura
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Ieri sera appenna tornata a casa mangio velocemente e corro a vedere X Factor.
Accendo la tv e appare rai3.
C'è uno speciale di Che tempo che fa con ospite Saviano. Sapevo che lo avrebbero fatto, mi ero anche detta "Beh se non ho proprio niente altro da fare uno sbirciatina glie la dedico".
Invece.
Invece mi ha colpita. Un autore che parla con trasporto di altri autori, altri autori perseguitati sì, ma non solo  e soprattutto non tutti perché trattano temi politici nei loro scritti. E lui, Saviano, lì a raccontarli con passione, ma anche con molto rispetto.
Al termine di ogni "storia" l'applauso. Banale certo, scontato, ma il contegno con cui veniva accettato dava l'iidea "non è per me...è per tutti loro...per i libri e le parole". Questo mi ha convinta a perdere buona parte di Xfactor e senza rammarico.

Non ho letto Gomorra, non ho letto il nuovo libro di Saviano...forse non lo farò mai, forse domani li leggerò tutti di un fiato...non è importante: ho assistito a qualcosa di bello!
domenica, 08 novembre 2009
author: dreca 19:07
category: riflessioni, libri, letteratura, lettura
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More about L'affaire Morointeressante il modo che Sciascia sceglie per parlare uno uno degli avvenimenti che ha segnato un punto nella storia italiana. La modalità che sceglie è quella dell'analisi letteraria delle lettere che Moro invia dalla "prigione del popolo". Tante volte ci si domanda a cosa servano tante teorie sul testo, dimenticando che anche la vita spesso si rivela come testo, tessuto, tessitura...
Un citazione, tra le tante che meriterebbero (ad esempio l'inizio con il richiamo alle lucciole, gli insetti, di Pasolini).

"Alla fine del comunicato, l'annuncio tremendo:
"" Concludiamo quindi la battaglia iniziata il 16 marzo, eseguendo la sentenza a cui Aldo Moro è stato condannato "".
"" Eseguendo "": gerundio presente del verbo eseguire. Un presente dilatabile. E si preferisce dilatarlo verso il futuro, verso la speranza. "" 
Tutta la nostra attenzione "", dichiara il direttore del giornale  democristiano Il popolo, " è concentrata sul gerundio "".
C'è da dubitare che una concentrazione sul gerundio sia mai valsa e possa mai  valere a salvare una vita:ma ormai siamo nel surreale. Pieno di speranza, il gerundio sale come un 
palloncino all'idrogeno: fluttua tra le direzioni dei partiti, le redazioni  dei giornali, la radio, la televisione, i discorsi della gente. Non il  gerundio presente del verbo eseguire, ma la parola gerundio. Un buon terzo della popolazione italiana si chiede che cosa è questo gerundio cui ci si affida per salvare la vita di Moro. Sarà sinonimo di intermediario? Sarà un ente di autorità morale superiore a quella del papa? Sarà un corpo di polizia speciale, particolarmente addestrato ed attrezzato per azioni di estremo 
rischio e di estrema precisione? Sarà il nome di una persona che ha un qualche potere sulle Brigate rosse?
La vita e la morte di Aldo Moro - la vita o la morte - perdono di realtà: sono presenti soltanto in un gerundio, sono soltanto un gerundio presente." (Sciascia,
L'affaire Moro)
martedì, 03 novembre 2009
author: dreca 22:42
category: riflessioni, libri, vita, letteratura, fumetti, lettura
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More about Amabili restiLa prima metà mira al capolavoro, la seconda scade un po'.
Il romanzo procede su un doppio binario: la vita in terra dopo l'omicidio di Susie e la stessa vita che lei guarda dal Cielo.
La delicatezza e la forza con cu viene narrata la vicenda è affascinante. Tocca temi "spinosi" con fare deciso, ma anche molto rispettoso.

"C'erano anche i Maestri del Sapere Arcano. La loro presenza fra gli stu-denti dotati era malvista da tutti. Questi erano ragazzi capaci di smontare un motore e rimontarlo senza schemi né istruzioni; capivano le cose in maniera pratica, non teorica. E sembrava che dei voti non gliene importasse niente." (Sebold, Amabili resti)

"Buckley leggeva soprattutto Avengers e X-Men. Sognava di essere Wolverine, che aveva lo scheletro fatto del metallo più resistente dell'universo e che poteva guarire da ogni ferita in una notte. " (Sebold, Amabili resti)
sabato, 24 ottobre 2009
author: dreca 12:39
category: riflessioni, libri, vita, letteratura, giapponese, scrittura, lettura
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More about L'arte di correrecome ogni volta che esce un nuovo libro di Murakami, per quanto mi sforzi, non riesco a resistere alla tentazione di divorarlo immediatamente. Questa volta non fa eccezioni, ma...
Ma capisco il perchè di molti commenti non entusiasti.
è un libro che forse può interessare solo i "fan" di Murakami, quelli che vogliono sbirciare sotto la sua coperta di riservatezza. Forse potrebbe anche piacere agli appassionati di maratone, ma non essendo io tra questi non saprei dire.

Indubbiamente è riuscito abbastanza bene a fondere le sue due passioni: la corsa e la scrittura. La lettura è piacevole, ma i suoi romanzi hanno tutto un altro sapore e lasciano decisamente altre emozioni.
Tra l'atro mi sono resa ancor più piacevole questa lettura leggendo il libro sempre all'aperto sotto il sole autunnale.

Qualche sottolineatura:

"A scuola detestavo l'ora di educazione fisica, partecipare alla giornata dello sport mi deprimeva. Perché erano attività che ci venivano imposte dall'alto. Non ho  mai sopportato di essere costretto a fare una cosa che non mi va in un momento in cui non ne ho voglia. In compenso, quando ho un obiettivo, se mi viene data l'occasione di perseguirlo a modo mio e quando mi garba, mi ci metto d'impegno, più di quanto faccia di solito la maggior parte della gente" (Murakami,  L'arte di correre)

"Come ho già detto, se resto inattivo tendo a ingrassare. Non come mia moglie, che per quanto mangi non ingrassa -  non che mangi grandi quantità, ma al minimo contrattempo si rimpizza di doci - e non mette su un chilo di troppo benchè non faccia sport. Ed è la ragione per cui ho sempre pensato che la vita è iniqua. Ci sono persone che per raggiungere un risultato devono faticare, altre che ottengono quello che vogliono senza alzare un dito." (Muakami, L'arte di correre)
martedì, 29 settembre 2009
author: dreca 10:02
category: riflessioni, libri, vita, letteratura, lettura
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More about I DemoniAlcuni sanno che mi piace leggere e farmi leggere i libri ad alta voce...ce ne sono alcuni con cui è impossibile fare questa cosa, sono scrittori all'eccesso, li si può gustare solo leggendoli "da soli" "in silenzio"; altri invece, sembrano dare il meglio di sè proprio nell'oralizzazione.

Uno di questi è I Demoni di Dostoevskij. Lo stanno leggendo anche in un gruppo di lettura su Anobii e molti si lamentano della pesantezza...io leggendolo ad alta voce mi sto letteralmente sbellicando dalle risate...


martedì, 08 settembre 2009
author: dreca 19:14
category: immagini, riflessioni, libri, letteratura, scrittura, lettura
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More about Una scrittura femminile azzurro pallido
"Lì guardò a lungo con occhi atterriti la ripida e severa calligrafia femminile e, seguitando a soppesare la lettera, per altro leggerissima, non si arrischiava ad aprirla. Con una forza espressiva che diventava sempre più peculiare, quei caratteri scarni lo guardavano fisso e a poco a poco riempivano tutto il suo essere come di un veleno che gli paralizzava il battito del cuore. Neanche nell'incubo più angoscioso, egli avrebbe mai immaginato di poter rivedere la scrittura di Vera."
Werfel, Una scrittura femminile azzurro pallido

quando la scrittura calligrafica parla la stessa lingua dell'immagine
mercoledì, 11 febbraio 2009
author: dreca 12:49
category: riflessioni, libri, letteratura, lettura, kafka
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Immagine di Perturbamento
Mai titolo fu più indicativo del contenuto. Questa lettura mi si è rivelata perturbante.
Durante la "passeggiata" in cui il protagonista accompagna il padre, medico condotto, tra pazzi e malati, mentre lo segue laggiù nella gola (dove si trova il mulino) e poi su, in alto, fino alle mura del castello in cui incontra il principe (folle? saggio?), io non ho mai smesso di pensare a Kafka. è stato come andare oltre Kafka. Laddove nel Il castello non si arriva mai, qui si entra. Là de Il processo noi non sappiamo nulla delle motivazioni, qui sappiamo tutto. Lì una porta resta invalicata...qui la finestra è sempre aperta.
Ma questi saperi restano "incomprensibili" nella loro chiarezza estrema.

Un essere umano può sentirsi unito ad un altro che ama soltanto quando quest'altro è morto, e davvero è entrato a far parte di lui.
Bernhard, Perturbamento

La vita intera non è altro che un tentativo ininterrotto di ritrovarci.
Bernhard, Perturbamento

Ma l'ordine è là dove c'è il disordine.
Bernhard, Perturbamento
domenica, 08 febbraio 2009
author: dreca 13:20
category: riflessioni, libri, vita, letteratura, lettura, tv
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Ho lasciato questo commento in un blog con moderazione...ma dopo 2 giorni ancora non è pubblico...nel post si parlava della difficoltà di dialogare con "troppi" commentatori (il pubblico) che non si conoscono e della scelta, quindi, di non rispondere ai commenti.

Immagine di Perturbamento “Parlare con la gente che si è appena conosciuta è faticoso e fa riflettere. Prenderli in giro non è giusto, ma non è neanche giusto prenderli troppo sul serio. E poi ci sarebbe da chiedersi fin dove bisogna spingersi nel contatto con loro, se ‘addirittura’ sia il caso di avere un contatto, non Le sembra, dottore?… I contatti” disse il principe “…io ‘esisto’, Lei me lo dice sempre, dottore, solo in quanto ho dei contatti con qualcuno, eccetera, ma è proprio questo che provoca in continuazione la componente ironica del mio modo di pensare… Quell’ironia che attenua un po’ l’intollerabilità dell’esistenza… Una sosta ai margini delle distonie nervose”
Thomas Bernhard, Perturbamento
mercoledì, 14 gennaio 2009
author: dreca 12:44
category: riflessioni, libri, letteratura, manga, lettura, donna, cavallo
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"Figuratevi signore che quella donna cavalca e maneggia le armi come un uomo"

Herminie è una ragazza cresciuta solo dal padre, come un uomo. La storia ricorda un po' la figura di lady oscar, ma la nostra pèrotagonista non ha gli stessi alti ideali. La lettura è rapidissima e piacevole.

"Io non inganno nessuno, sono libera del mio amore come dei miei pensieri"
domenica, 28 settembre 2008
author: dreca 15:12
category: riflessioni, libri, vita, letteratura, lettura, donna
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Immagine di Jezabel ...e ci sono libri da cui non si esce indenni...
Uno di questi è Jezabel della Némirovsky.
Il trascorrere del tempo, questo tempo che chiude le porte dei possibili.
Una donna, ossessionata dal desiderio di essere amata, lotta contro il passare del tempo, disposta a tutto pur di non lasciarlo vincere.
Mi è stato difficile non solidarizzare con lei, anche quando i suoi atti sono stati quanto di più distante ci possa essere dalla mia indole.
La scena in cui lei, a 60 anni, spinge le membra del suo corpo a continuare a ballare sorridendo e alla fine ha una vittoria mi ha quasi commossa.

Non trovate che una notte in bianco renda più leggeri?...Sembra di non aver più sangue, né carne, e che un soffio d'aria vi solleverà...
Némirovsky, Jezabel

"Siete terribilmente donna, Gladys".
"Perché?"
"Non vi accontentate mai di intuire. Esigete di sapere."
Némirovsky, Jezabel

Alla fine, tutte le passioni sono tragiche, tutti i desideri maledetti, perché si ottiene sempre meno di quel che si è sognato...
Némirovsky, Jezabel
sabato, 07 giugno 2008
author: dreca 11:03
category: riflessioni, libri, vita, letteratura, bookcrossing, lettura
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Immagine di Tu, mio
"Era estate, anche se appartenevamo ad anni severi, anni di dopoguerra, quei mesi dell'isola erano una zona franca. Erano permesse libertà impensate e i caratteri d'ognuno potevano manifestarsi, approfondirsi. Noi diventati adulti dopo quel tempo, siamo frutto d'isola, più che di terraferma."
De Luca, Tu, mio

Piacevole lettura questo breve romanzo di Erri De Luca, per me, primo incontro con questo autore.
Storia di un'estate, ma anche storia di un passaggio, quello verso l'età adulta.
Scritto con uno stile asciutto, con frasi brevi (secondo l'autore sono della lunghezza di un respiro).

Ieri sono stata alla presentazione dell'ultimo libro di De luca, Pianoterra. Per "prepararmi" ho letto qualcosa di suo. Devo ammettere che ha parlato di cose interessanti, ad esempio, del suo rapporto con la lingua italiana (lingua patria, in quanto parlata a casa con il padre, mentre la lingua madre è il napoletano, parlata in strada), oppure il suggerimento per gli aspiranti scrittori di imparare un'altra lingua e di provarsi nella traduzione (in modo tale di appropriarsi maggiormente della propria lingua).
Come persona mi ha fatto un'ottima impressione!
domenica, 01 giugno 2008
author: dreca 14:25
category: riflessioni, libri, vita, letteratura, lettura
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Ieri mi sono concessa di passare l'intero pomeriggio/sera a leggere, ad alta voce, duettando.
Ecco su cosa è caduta la scelta:
Per iniziare:
Immagine di Libri da ardere "MARINA: Non mi fido. Li metta per terra. (Il professore esegue, i libri formano una pila, Marina ci si siede sopra). Ecco il suo Kleinbettingen! (Lui se lo riprende. Marina si alza e afferra i sei volumi. Scoppia in una risata deliziosa). Sterpenich! Quando penso che lei mi ha costretto a leggerlo al primo anno!
IL PROFESSORE: Non mi dica che l’ha letto davvero.
MARINA: Certo che sì. Professore. Non sono mai stata abbastanza intelligente da far finta di aver letto un libro. Ho letto tutto Sterpenich.
IL PROFESSORE (rivolgendosi a Daniel): Si rende conto, Daniel? Abbiamo studenti che leggono i libri che chiediamo loro di leggere! Se l’avessi saputo mi sarei fatto qualche scrupolo a stabilire le liste delle letture obbligatorie! Povera piccina, sono mortificato. "
Nothomb, Libri da ardere

Quali libri brucerei per primi? domanda dura. Nel rispondere l'umano sfocia nell'animale...

Per cercare di rimanere sullo stesso genere e sullo stesso livello:
Immagine di Piccoli crimini coniugaliGILLES: Mica c'è olo la stoffa da cambiare. C'è anche una molla, qui, che mi pare piuttosto aggrssiva.
LISA: La molla intellettuale.
GILLES: Scusa?
LISA: Tu sostieni che una poltrona non è sana se non è scomoda. Quella molla che ti entra nella chiappa sinistra la chiami la molla intellettuale, il pungolo del pensiero, l'aculeo della vigilanza![...]
GILLES: Ma che ho teorie su tutto?
Schmitt, Piccoli crimini coniugali

LISA: Non si può eludere il proprio destino. (Pausa) Tu sei il mio destino. (Dolcemente) NMoi non ci apparteniamo mai fisicamente, ma ci apparteniamo mentalmente. Tu ti sei immerso nei miei abissi più profondi, io nei tuoi, siamo schiavi l'uno dell'altra. Anche se non nella carne, sei il mio uomo nei miei ricordi, nei miei sogni, nelle mie speranze. è questo che mi lega a te. Possiamo anche separarci, ma non potremo mai lasciarci...
Schmitt, Piccoli crimini coniugali

una commedia brillante, divertente che riesce a gettare uno sguardo privo di pregiudizi sull'amore e sui rapporti di coppia, senza mai scadere nella retorica.
martedì, 27 maggio 2008
author: dreca 05:20
category: riflessioni, libri, vita, letteratura, lettura
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Ieri pomeriggio a villa Torlonia abbiamo tristrammeggiato...



Ogni partecipante ha creato e poi interpretato una performance basandosi sul testo di Sterne Vita e opinioni di Tristram Shandy gentiluomo.
Qui è possibile vedere le prime foto...prima o poi arriveranno le riprese audio/video.
mercoledì, 14 maggio 2008
author: dreca 20:01
category: riflessioni, libri, letteratura, lettura, sfida della nazionalità
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Immagine di La giocatrice di go
"Ogni pedina è un passo in più verso le profondità dell'animo. Ho amato il go per i suoi labirinti.
La posizione di una pedina evolve a mano a mano che si spostano le altre. La loro relazione, sempre più complessa, si trasforma e non corrisponde mai, affatto, a quello che si aveva in mente. Il go trascende il calcolo, è un affronto all'immaginazione. Imprevedibile come l'alchimia delle nubi, ogni nuova formazione è un tradimento. Nessun riposo, sempre sul chi va là, ogni giorno più rapidamente, rivolti a ciò che si ha di più agile, di più libero, ma anche di più freddo, preciso, crudele. Il go è il gioco della menzogna. Accerchi il nemico di chimere per questa sola verità che è la morte."
Sa, La giocatrice di go

Per la prima parte del volume 2 storie procedono parallele, quella di un soldato giapponese durante l'occupazione della Cina e quella di una ragazza cinese.
La scoperta dell'amore, della complessità dei sentimenti all'interno di una cornice di lotta morte.
Filo conduttore il gioco del go. La storia si forma pedina dopo pedina, non lasciando immaginare come si concluderà la partita.
domenica, 13 aprile 2008
author: dreca 21:28
category: libri, letteratura, giapponese, lettura, kafka, sfida della nazionalità
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Immagine di Kafka sulla spiaggia
Ho finito da un paio di giorni l'ultimo romanzo di Murakami, Kafka sulla spiaggia. Anche cercando di gustarmelo fino in fondo non sono riuscita a non divorarlo. Lo stile mi ricorda molto feuilleton, ogni capitolo finisce anticipando (e quindi incuriosendo me) qualcosa del successivo. Ad amplificare questo effetto c'è la doppia storia che si alterna nei capitoli (quella del bambino Kafka e quella del vecchio Nakata).
L'elemento che però contraddistingue maggiormente questo romanzo è il ricorso quasi ossessivo alla strategia dell'omaggio, questa volta dedicato non solo all'occidente, ma anche al Giappone. Attraverso questa strategia che arricchisce il testo di riferimenti extratestuali (dai romanzi di Kafka e di Soseki, alle musiche dei Beatles e di Beethoven, alle catene di fast food dirette dal colonello Sanders - i Kentucky Fried Chicken - alle magliette dell Ralph Lauren, ai film di Truffaut) Murakami sembra consegnarci la sua personale enciclopedia di saperi e di gusti. L'ambientazione di molte scene in biblioteca sembra avvalorare questa visione. Dico visione perchè come è da "tradizione" l'elemento onirico non è assente anche se un po' ridimensionato.
credits
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