fece dire Shakespeare ad Amleto. tempo è fuori sesto... tempo fuori luogo è stato trasformato da Philip K. Dick in un romanzo in cui vari tempi e vari mondi si intrecciano facendo perdere le tracce di quello reale.
Tra gli altri abbondanti riferimenti letterari presenti nel libro non posso non citare quello al Castello di Kafka...Ragle (protagonista del libro di Dick) che cerca di uscire dalla città e vi si ritrova sempre dentro... K. (l'agrimensore di Kafka) cerca di uscire dal villaggio per raggiungere il castello e si ritrova sempre nelle stradine del villaggio.

Kafka è un'autore che amo dal profondo, Il Castello per me è un vero capolavoro e la sua incompiutezza non fa che accrescere il mio piacere nel leggerlo. Ogni volta ci trovo qualcosa di diverso. Questa sul telefono è straordinaria, mi immagino questo funzionario, oberato da qualche inutile lavoro che risponde frasi a caso...come me quando mi sveglio la mattina e non ho voglia di parlare e qualcuno mi riempie di domande e comincio a dire la prima frase che mi viene in mente, vera o falsa che sia, purchè finisca di domandare (poi, puntualmente mi tocca rettificare!)
Quanto al telefono: vede, da me, che davvero davvero ho abbastanza a che fare con l'amministrazione, non c'è il telefono.
Negli alberghi e in altri luoghi simili il telefono può rendere buoni servizi, come una pianola, per esempio, ma niente di più. Lei ha già telefonato in questo paese, vero? Bene allora forse mi capirà. Al castello il telefono funziona in modo perfetto, si sa; a quel che mi dicono, là si usa in continuazione il telefono, il che naturalmente sveltisce il lavoro. Queste telefonate incessanti noi le sentiamo nei telefoni del paese come un canto o un brusio, che anche lei avrà di certo udito. Ma quel brusio e quel canto sono l'unica cosa esatta e degna di fede che i nostri telefoni ci trasmettono, tutto il resto è menzogna. [...] Ma di tanto in tanto qualche funzionario, stremato dal lavoro, avverte il bisogno di distrarsi un poco, soprattutto di sera o di notte, e inserisce la soneria; allora noi otteniamo una risposta, ma questa risposta, per la verità, è soltanto una presa in giro.
Kafka Il castello, 1922/1924