author: dreca 12:39
category: riflessioni, libri, vita, letteratura, giapponese, scrittura, lettura
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Ma capisco il perchè di molti commenti non entusiasti.
è un libro che forse può interessare solo i "fan" di Murakami, quelli che vogliono sbirciare sotto la sua coperta di riservatezza. Forse potrebbe anche piacere agli appassionati di maratone, ma non essendo io tra questi non saprei dire.
Indubbiamente è riuscito abbastanza bene a fondere le sue due passioni: la corsa e la scrittura. La lettura è piacevole, ma i suoi romanzi hanno tutto un altro sapore e lasciano decisamente altre emozioni.
Tra l'atro mi sono resa ancor più piacevole questa lettura leggendo il libro sempre all'aperto sotto il sole autunnale.
Qualche sottolineatura:
"A scuola detestavo l'ora di educazione fisica, partecipare alla giornata dello sport mi deprimeva. Perché erano attività che ci venivano imposte dall'alto. Non ho mai sopportato di essere costretto a fare una cosa che non mi va in un momento in cui non ne ho voglia. In compenso, quando ho un obiettivo, se mi viene data l'occasione di perseguirlo a modo mio e quando mi garba, mi ci metto d'impegno, più di quanto faccia di solito la maggior parte della gente" (Murakami, L'arte di correre)
"Come ho già detto, se resto inattivo tendo a ingrassare. Non come mia moglie, che per quanto mangi non ingrassa - non che mangi grandi quantità, ma al minimo contrattempo si rimpizza di doci - e non mette su un chilo di troppo benchè non faccia sport. Ed è la ragione per cui ho sempre pensato che la vita è iniqua. Ci sono persone che per raggiungere un risultato devono faticare, altre che ottengono quello che vogliono senza alzare un dito." (Muakami, L'arte di correre)


Piccola nota: non avevo mai lavorato con l'uncinetto...bello scoprirlo in versione giapponese...


Due Kanji giapponesi:
Dreca è sempre impegnata e così mi ha chiesto di scrivere qualcosa...
"Per me, il personal computer era solo un ragazzetto muto, che ripeteva quello che la gente gli insegnava, o faceva quello che era programmato a fare, senza dimostrare reali benefici. Ricordo perfettamente la prima volta che ho visto Internet. Fu quando andai a Kyoto per aiutare un amico che diceva di voler lanciare il primo Internet café in Giappone.






