
Dürer, Melanconia
non so perchè le incisioni sono considerate inferiori ai dipinti, forse perchè gli manca la caratteristica di unicum. invece a me l'assenza dell'aurea me le rende più vicine. quelle di Dürer sono così ricche di particolari e di simboli che è un piacere osservarle.
Per un paio di minuti rimase però a giacere immobile nel letto come uno che non è ben sicuro se è desto o dorme ancora, se tutto ciò che gli succede intorno è veglia e realtà o non piuttosto la continuazione delle disordinate visioni del sogno.
Dostoevskij, Il sosia
beh io non scrivo mai dei miei acquisti in libreria, in genere parlo dei libri che sto leggendo [beh non parlo neanche di come adoro vagabondare in libreria, aprendo e leggendo-anche ad alta voce- libri presi un po' a caso]. ma stavolta c'è un acquisto che merita di essere ricordato I «passages» di Parigi di Walter Benjamin. stasera potrò solo sbirciarlo perchè sono 2 tomi che meritano uno studio attento e prima voglio finire Glas. però resterà vicino al mio letto.
L'immagine non può più immaginare il reale, poichè coincide con esso
Baudrillard, Il delitto perfetto
Laureati di poca fortuna
malati di un principio di carriera
passeggiate che l'aria v'aiuta
ad aspettare con pazienza
e a smaltire le bottiglie
e le promesse fatte sottovoce
dentro i fine settimana
dentro ai corridoi di casa
Ma voi passeggiate che io resto qua
mi siedo e m'ariposo
Cappello a cilindro, Poeticherie
girare in macchina per paesaggi mutevoli è una delle cose che mi affascina di più.
è un po' come guardare fuori dalla finestra mentre si pensa, ma decisamente meglio, il ritmo dell'andare e il paesaggio che si muove insieme ai pensieri. se poi si giunge ad ascoltare 2 ore di poeticherie per non rallentare, tutto ciò è semplicemente da ricordare.
Vagabondi lo siamo tutti, senza eccezione. Da quando l'uomo esiste, è sempre stato così, e così sarà sempre [...] Che io vada in trattoria o faccia il giro del globo, sarò sempre in cammino. [...] Ci sono alcuni che hanno girato il mondo in lungo e in largo e ora non hanno più voglia di continuare a viaggiare, o che sono a letto ammalati, o che non possono più muoversi per altre ragioni, e allora viaggiano in se stessi, con la mente, con l'immaginazione, anch'essi arrivano spesso lontano, lontano...Ma star fermi no, non è possibile!
A. Kubin, L'altra parte
un quadro che racconta
(uno dei quadri che amo di più,
mille particolari;
ore di vagabondaggi
per seguirli)
Mi sento sconvolto, e mi assale la nausea.
Lui mi parla di regole, e io non capisco la parola che usa.
Mi sento crollare, svenire: le donne e il sangue, il corpo delle donne e questa ferita perpetua, questa piaga ricorrente, mai richiusa, sempre riaperta, e il liquido, simbolo della vita che scorre imperturbabilmente.
Perchè tanta ingiustizia tra la verticalità mai intralciata di un bambino e l'accovacciarsi delle bambine aperte su una fessura quintessenziata?
Mi limito a constatare l'iniquità indissociabilmente connessa all'evidenza della differenza sessuale.
Onfray, Teoria del corpo amoroso. Per un'erotica solare
Echaurren, A-mare

ieri grande mostra. all'uscita ho trovato il cd di debussy con "il martirio di San Sebastiano" che cercavo da tempo. insomma, mille scempiaggini dette, in ottima compagnia. [avanzo di vaso di biscotti romano]
Genet, attraverso uno dei movimenti in ana, avrebbe, sapendolo o meno, silenziosamente laboriosamente, minuziosamente, ossessivamente, compulsivamente, con le mosse di un ladro nella notte, disposto le sue firme al posto di tutti gli oggetti mancanti. Il mattino dopo, mentre cercate di riconoscere gli oggetti familiari, ritroverete il suo nome ovunque, a lettere cubitali, a lettere minuscole, per intero o a pezzi, deformato o ricomposto. Lui non è più ma voi abitate il suo mausoleo o il suo cesso.
Derrida, Glas
ci mancava solo che cominciasse a prendere in giro il lettore, beh un po' me lo aspettavo. il fatto è che non è solo il mattino che ritrovo il suo nome ovunque. esperienza olistica.
ieri notte non riuscivo ad addormentarmi, dopo un pensiero c'era sempre un altro e poi un altro. [vite complicate intorno a me, o in me] alla fine non mi ricordo quale è riuscito a gettarmi nelle braccia di Morfeo.
forse tutto a causa della mancanza sul mio comodino di Notre-dame-des-fleurs.