passeggiando davanti alla mia libreria il mio sguardo è caduto su un libricino, ormai quasi dimenticato: All'alba shahrazad andrà ammazzata Capolavori in sonetti vocalici di Varaldo. come ho potuto dimenticarlo! andrebbe tenuto sul comodino e sbirciato nelle notti insonni.
vi offro un assaggio, un sonetto su le Metamorfosi di Kafka (la mia opera preferita di Kafka è il castello, ma non c'è...forse dovrei provarci io?!)
D'amalgama fatal la trama tratta
(la narra Kafka, par ch'accada a Praga)
abracadabra, cabala da maga
all'alba fa passar da Samsa a blatta!
Alata l'alma, ma la zampa gratta;
la panza ha larga, la parlata vaga,
ma la magagna amacca, amagra, smaga...
A far da tana sta la brada sfatta.
Malnata, maltrattata, mal amata,
la strana larva dal tran tran stramazza;
ma dall'ava sarà da là spazzata.
Spalancata la stanza alla ramazza,
la gran carcassa-salma raccattata,
ad accasar s'abbada la ragazza.
Beh, insomma è fenomenale, ma mi sa che io eviterò la regola del sonetto. Proverò solo con le vocali tipo così:
Raymond Queneau, Esercizi di stile
Fu un sul bus: sull'humus un surplus.
Piccolo sfogo personale: perchè non si perdono mai gli sms che non vuoi ricevere?
insomma non ho mai adorato troppo il cellulare, non è per me una tecnologia fondamentale della mia vita, ma alla fine ce l'ho (spesso dimenticato a casa
). ora a volte arrivano dei messaggi che ti scombussolano completamente, ti vomitano addosso uno stato d'animo che non ti appartiene e io resto lì con il cell in mano senza possibilità di rispedire al mittente quelle sensazioni. uffa...
Rieccomi, dopo aver controllato che il mio mimi stia bene sono pronta...
In questi giorni non sono in ottima forma, o meglio, la mia mente viaggia a velocità folle e il mio corpo è totalmente decellerato.
Penso alla mia nuova passione per la cultura giapponese. Penso a come è strano che un'intera cultura riesca a mantenere in vita delle tensioni opposte e che capolavori che ne escono fuori!
In particolare sto pensando a Mishima, leggendolo si sentono echi fortissimi di Genet, di Gide, di La Fayette... eppure c'è un qualcosa di nuovo, una leggerezza, una sorta di profumo introvabile negli autori francesi.
Dopo il banchetto presenta una donna per molti versi simile alla Principessa di Clevè, ma più a suo agio...
non so, però sono affascinata
Questo è il primo post, quindi un benvenuto, a me e a tutti quelli che entreranno.
Una frase per presentarmi? eccola:
Non pretendo certo che la neutralità (stavo per dire l'indecisione) sia un segno inequivocabile di un grande spirito; tuttavia credo che molti grandi spiriti abbiano provato disgusto a... tirare delle conclusioni e che porre correttamente un problema non coincida con il darlo per risolto
Gide
L'immoralista